Genova aveva, all'apice del suo splendore, un notevole commercio di carta, fabbricata per la maggior parte nel suo territorio. Ancora cinquant'anni fa, secondo il Cevasco (1), vi erano nella provincia, - a Voltri, Pegli, Varazze e Arenzano - 160 cartiere, che impiegavano circa 3'000 persone, e che davano luogo ad una esportazione annua di circa un milione e mezzo di franchi. Si trattava, per giunta, dell'epoca di decadenza di quest'industria, decadenza che si è andata accentuando con i progressi della fabbricazione meccanica. Invece, dal XVI.° al XVIII.° secolo, l'industria della carta era fiorente e riforniva coi suoi prodotti la Spagna, il sud della Francia, l'Inghilterra e l'Olanda.

Grazie ai suoi ramificati rapporti commerciali, Genova ha conosciuto ed usato la carta già in epoca remota. Abbiamo citato prima (2) un documento, scritto e conservato a Genova, che risale al 1154. Gli archivi di questa città possiedono pure (Archivio di Stato, Materie pubbliche, mazzo 18 d. n.° 2737) numerose lettere su carta degli imperatori greci Isacco II e Alessio IV, che datano dal 1188 al 1202 (3).

Grazie alla disponibilità del Sig. Desimoni, sovrintendente degli archivi liguri, noi abbiamo potuto esaminare tutte le carte che volevamo studiare; siamo debitori a lui e al Prof. Belgrano per l'indicazione di numerosi documenti relativi alla carta, al suo commercio e alla sua fabbricazione. Cogliamo quindi l'occasione per ringraziarli pubblicamente.

La nostra prima meta è stata l'archivio notarile, con i suoi 15'000 volumi, fonte inesauribile di ogni tipo di informazione sulla vita pubblica e privata dei genovesi, la loro storia, le loro abitudini, le loro industrie. Da nessun'altra parte, salvo forse a Venezia, si trovano delle serie di documenti scritti su carta così numerose ed antiche. Abbiamo esaminato i primi 200 volumi, e ci dispiace vivamente di non esserci spinti oltre in questo studio. Cionostante ci siamo fatti un'idea esatta delle certe usate a Genova durante due secoli, dalla metà del XII.° alla metà del XIV.° secolo. Per il periodo successivo, che arriva fino al XVII.° secolo, siamo stati costretti a esaminare delle raccolte meno vaste di quelle notarili. Abbiamo scelto, negli archivi governativi, il fondo detto Diversorum negotiorum, che contiene i verbali delle delibere della signoria, e il fondo Litterarum communis, raccolta delle minute delle lettere scritte in nome del comune. Abbiamo anche esaminato altri 300 volumi, che coprono il periodo dal 1380 al 1667. Visto che queste serie sono costituite di fogli dello stesso formato, abiamo speso qualche giorno nell'archivio del Banco di S.Giorgio, che conta circa 36'000 volumi, per esaminare delle collezioni meno importanti, ma scritte su formati diversi, e che coprono lo stesso periodo, cioé dal 1350 al 1650. Qui abbiamo consultato circa 120 volumi.

Infine il Prof. Belgrano, ha avuto la cortesia di trasmetterci i calchi di 115 filigrane (4) rilevate, qualche anno fa, dal signor Villa, noto antiquario genovese e membro della Società di storia patria genovese.

(1) Statistiche della città di Genova, Genova, 1838, tomo I, p. 347.
(2) Nelle due memorie sopra citate, p. 270 in nota.
(3) Vedere i documenti greco-bizantini, pubblicati negli Acta et diplomata graeca medii aevi sacra et profana, a cura di Miklosich e Mueller,tomo III, Vienna, 1865.

(4) Purtroppo questi calchi non riproducono né le vergelle, né i filoni, né le dimensioni della carta.