64. Guanto, dal 300 al 349.

4 tipi, dal 1440 al 1598.
Molti autori hanno unificato il guanto con la mano. Noi crediamo che si debba riservare questa ultima classificazione ai marchi dove compaiono le unghie o le falangi, o per la mano nell'atto di giurare rappresentata con due dita chiuse.
Il guanto è una delle filigrane più abbondanti e più diffuse; è certamente stata usata da più cartiere, e si trova dalla fine del XIV.° secolo sino al XVIII.° secolo. I nomi di mano e di doppia mano sono rimasti riferiti a formati di carta.
Il guanto è segnalato solo tre volte a Fabriano, nel 1322 e nel 1456 (2 varietà), e non è probabilmente locale. Fineschi (loc. cit., p. 26 e seg.), lo cita come marchio di una cartiera di Pescia. Si tratta sicuramente di uno dei marchi utilizzati da una o più cartiere genovesi.

Tipo a). N.° 300, del 1466 e del 1467.
Il guanto sormontato da una croce non è molto raro in Svizzera, l' abbiamo trovato 9 volte (Ginevra, Friburgo, Sion e Zurigo) tra il 1437 e il 1489. Si trova anche in una Ars moriendi xilografata (1).

Tipo b). N.° 301, del 1511. Sormontato da una croce di S. Andrea, il guanto è segnalato in una stampa di Torino (2) del 1515.

Tipo c). Dal 302 al 307, dal 1417 al 1495.
Le varianti (sei) del guanto con le dita chiuse le une contro le altre, e con il dito medio sormontato da una stella, malgrado la loro frequenza, ci pare che siano di provenienza straniera, o piuttosto che siano contraffazioni. In effetti, dai conti dei Tesorieri generali della Savoia sappiamo che questo marchio (3) fu , anticamente, di Antonio Malanimi di Pinerolo e dei suoi e che la proprietà di questo gli era stata riconosciuta dal Consilio ducale di Torino. Come abbiamo detto precedentemente non si trovano a Genova carte con marchi piemontesi; è per questo che crediamo che le filigrane di questa varietà di guanto siano un'imitazione delle carte di Pinerolo, probabilmente fatta a Genova. Si trovano spesso delle varianti di questo tipo , in date più antiche, anche a S. Gallo nel 1411, a Soleure nel 1444, a Sion nel 1448 e nel 1449, a Lione nel 1470, a Torino dal 1481 al 1485, e in parecchi mss. della Biblioteca di Ginevra (latino n.° 72), di Basilea (A. VI. 15 e A. II. 9) e l'Abb. S. Gallo (n.° 336, dal f.° 263 al 273). Le cinque varianti di questo tipo primitivo che possediamo sono più piccole del tipo rilevato a Genova: misurato al massimo 70 millimetri per lato e la stella tocca il dito medio.

Tipo d). Dal n.° 308 al 345,dal 1440 al 1598.
La persistenza del tipo con le dita aperte e le diverse iniziali che le accompagnano, ci inducono a pensare che questa filigrana fosse utilizzata da diverse cartiere che, per distinguere i loro prodotti, vi aggiungevano il loro marchio personale, cioé le loro iniziali. E' singolare, tuttavia, constatare nell'utilizzo a Genova di questo marchio, una lacuna di circa quarant'anni (dal 1446 al 1484).
Quest'ultimo tipo di guanto si trova spesso nelle lettere della cancelleria di Carlo V.° datate Toledo o Barcellona tra il 1534 e il 1540.


(1) Sotheby, Principia, l'autore assegna a questa produzione la data tra il 1420 e il 1430; questo ci pare un pò azzardato.
(2) Desbarreaux-Bernard, pl. 8, fil. 34 ter.
(3) Manus extensa, digitis clausis, cum stella supra digitum de medio, dice lo scriba. Archivio di Torino, volume 218, f.° 102, 5 febbraio 1473.