8. Anello, dal 17 al 20.

3 tipi, dal 1483 al 1509.

Tipo a) senza ornamento, n.° 19 del 1509 e del 1507.
Questa tipo di anello si trova in Piemonte, nel 1461 (a Susa) e nel 1473 (a Vercelli); a S. Gallo nel 1467 e a Norimberga (1), in un incunabolo del 1447.

Tipo b) sormontato da una stella, n.° 17 e 18, del 1483 e del 1509.
Questo secondo tipo è stato segnalato a Londra nel 1485 (2) e a Barcellona nel 1481 (3).

Tipo c) sormontato dalla lettera B, n.° 20 del 1506.

La carta con la filigrana dell'anello è di provenienza piemontese. Questo marchio è sicuramente stato usato a Coni e forse in altre località vicine. Dove si trova sicuramente alla data del 12 febbraio 1474, quando una autorizzazione era stata concessa dalla reggente Yolanda di Francia al mercante Antonio di Piccolpasso di marchiare la carte che egli fabbricava con un diamante, con e senza stella (queste due varianti corrispondono probabilmente a due qualità) (4). Niente di più facile allora della presenza di questa carta in qualche città del Piemonte, da dove avrebbe passato le Alpi, e della sua importazione a Genova per essere spedita a Londra, a Barcellona e altrove. La data del 1461 (5), quando incontriamo il marchio, prova che questo era già stato utilizzato da Piccolpasso prima di aver ottenuto il privilegio, il quale non aveva fatto altro che confermare la sua proprietà e impedire ad un rivale poco scrupoloso di appropriarsi del beneficio di una reputazione solida.

(1) Bodemann, n.° 15.
(2) Sotheby, Principia, impressions de Caxton, fil. 59.
(3) Desbarreaux-Bernard, pl. XVI, n.° 149.
(4) Recepit ad Anthonio de Parvupasso, de Cuneo, mercatore, de et pro licencia, sibi per dominam data, papirum per ipsum et suos ab inde construendum signandi et signari faciendi signis et effigibus carrete coronate, ac dyamantis cum stella ac sine stella, ac illis uti et gaudere, quam mediantibus infrascriptis viginti florenis parvi ponderis. - Archives de la Cour des Comptes a Torino: Comptes des trésoriers généraux de Savoie, vol. CXIX, fol. 97.
(5) Berlan (La introduzione della stampa in Savigliano, Saluzzo ed Asti. Torino, 1887, p. 30) cita un frammento della lettera del canonico Turletti, il quale segnala in un manoscritto del 1430-31 la filigrana dell'anello "un anello con diamante e fregi, ma senza corone".