Non siamo riusciti a trovare un censimento antico delle cartiere genovesi, ma un accordo del 21 giugno 1675 tra i proprietari delle cartiere di Voltri ci fornisce i dati seguenti:

  1. Bartolomeo Dongo figura per le 5 cartiere (edifizi) che lavorano per lui.
  2. Onofrio Scassi per 4 cartiere.
  3. Nicola Delando per 5 cartiere che ha in affitto, e per altre che farà.
  4. Andrea Gambino per 5 cartiere che affitta e per quelle del Dongo.
  5. Gian antonio Dongo per 4 cartiere.
  6. Nicola Enrile per 2.
  7. Gian Agostino Grasso 2.
  8. Gian Agostino Ansaldo 2.
  9. Gian Maria Spinola per 2 in costruzione a Voltri.
  10. Francesco Pavia per 2 in costruzione a Voltri.
  11. Giacomo e Agostino Ottoni per 5 in costruzione a Voltri.
  12. Gian Domenico Pavia 3.
  13. Giacomo Avanzino per 3 in costruzione a Pegli.
  14. Gian Benedetto Rovereto 1.
  15. Luigi Francesco 1.
  16. Pietro Salvo 1.
  17. Bartolomeo Carregha 1.
  18. Giovanni Robalo 1 in costruzione.
  19. Giulio Antonio Rovereto 2 in costruzione.

In totale abbiamo 20 cartai che possiedono o gestiscono 51 cartiere, costruite o in costruzione (1). Queste cifre eloquenti testimoniano la prosperità di quest'industria a Genova nel XVII.° secolo.

Questa posizione preminente durò e si rafforzò fino alla metà del secolo seguente, tanto che nel 1762 si contavano 40 fabbricanti a Voltri e altri 15 tra Pegli, Arenzano, Cogoleto e Varazze (2). Da quel momento iniziarono a manifestarsi dei segni di decadenza: il 10 marzo 1736 i Censori avevano esortato i produttori a curare maggiormente i loro prodotti (3), mentre il 7 dicembre 1762 il Magistrato e i Censori pubblicarono una nuova ordinanza <<per fermare la decadenza dell'industria>> (4).

L'articolo VII di questo regolammento ci informa sui formati usati in quest'epoca. La carta prodotta in ogni cartiera deve essere uguale in qualità e bontà ai campioni conservati nell'ufficio del magistrato; riguardo al formato la carta non deve essere di dimensioni inferiori a detti campioni. Le mani devono essere composte di 25 fogli; i mezetti (fogli difettosi) devono essere raccolti in quaderni di 24 fogli. Le risme devono contare 20 mani, di cui due possono essere di mezetti e una di speliciati (resti di una partita precedente) o di cantimutti (rotti), a condizione che questi mezetti e speliciati o cantimutti siano della stessa qualità del resto della risma. Le balle devono essere di 10 risme. E' fatto inoltre divieto di intercalare dei fogli di carta vecchia o difettosi tra le buone mani; queste ultime devono contenere solo dei fogli interi e in buono stato. I tipi detti pellegrino e cuore (5) devono pesare 12 libbre e 1/2; le carte sottili, cioé quelle de tre mondi e dell'ochetta da 11 e 1/2 a 12 e 1/2 libbre la risma; le carte di formato più grande, destinate all'esportazione,da 39 a 42 libbre; quelle destinate al consumo cittadino da 47 a 50. Le carte di medio formato destinate all'esportazione da 24 a 26 libbre la risma, quelle per uso cittadino da 28 a 30. Le carte de libri (per la stampa?) per l'esportazione devono pesare da 18 a 20 libbre, quelle destinate alla città da 20 a 22. Le carte da piegatura per i velluti da 37 a 40 libbre. La carta della bianchetta, del turchino, i piccoli fogli chiamati gruzzotto e stracciotto, da 11 a 11 e 1/2; quella detta straccio 17; il turchino da 18 a 20 libbre la risma (6). Queste ultime qualità, gruzzotto, stacciotto, straccio (7) e turchino devono avere mani di soli 24 fogli. Per ciò che riguarda il gruzzoto ogni fabbricante deve distinguere questa qualità con le iniziali del nome e cognome o con il suo sigillo. Non è permesso fabbricare altre qualità di carta che quelle indicate sopra, sia come peso che formato, salvo che per ordinazioni dall'estero, previa l'autorizzazione del magistrato.

(1) Archivio di Stato di Genova, Artium.
(2) Queste cifre sono indicate nel regolamento del 1762, citato sotto.
(3) Archivio di Stato di Genova, Artium.
(4) Ibid.
(5) Siamo rimasti molto sorpresi nel trovare notizia di questa filigrana, molto abbondante nei dintorni di Ginevra per tutto il XVI.° secolo, senza però trovarla una sola volta a Genova.
(6) I due pesi indicati per il turchino corrispondono indubbiamente a due formati diversi.
(7) A Venezia, tra le carte da imballaggio che venivano spedite in Occidente si trovano la Strazzo commercio e la Strazzo reale. Vedere: Tassier, Alcuni documenti de' magistrati della Repubblica di Venezia in materia di seta, carta e vini. Venezia, 1880, p. 66 e segg.